{"id":537,"date":"2019-10-30T09:11:01","date_gmt":"2019-10-30T09:11:01","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.metid.polimi.it\/?p=537"},"modified":"2021-02-05T09:57:23","modified_gmt":"2021-02-05T09:57:23","slug":"storie-di-innovazione-didattica-marco-bovati","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.metid.polimi.it\/?p=537","title":{"rendered":"Storie di innovazione didattica: Marco Bovati"},"content":{"rendered":"\n<p>Marco Bovati ha sperimentato una proposta di innovazione didattica all\u2019interno del suo corso \u201cTeorie e Tecniche della progettazione architettonica contemporanea\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un corso di circa 55 studenti frequentanti in cui la classe viene divisa in due sezioni e, successivamente, in gruppi. A ogni gruppo viene affidato un tema (scelto tra una lista di 10). L\u2019obiettivo finale \u00e8 quello di sviluppare, a gruppi, un manifesto che, secondo lo stile dei manifesti che nella storia hanno enunciato i principi di gruppi di artisti, letterati o scienziati, sintetizzasse in una chiave stilistica assertiva i principi chiave di uno specifico movimento o di una particolare tendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante le lezioni, dopo una lezione introduttiva sul concetto di manifesto in Architettura, gli studenti discutevano tra loro e con il docente al fine di sviluppare le proprie argomentazioni rispetto all\u2019argomento assegnato a un tale livello di profondit\u00e0 da scoprirne i lati positivi, ma anche negativi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa fase gli studenti dovevano agire anche come \u201cpeer reviewer\u201d, dando indicazioni, consigli e spunti di miglioramento ai colleghi: su questo aspetto si sono incontrate le maggiori difficolt\u00e0, dovute forse ad una diffusa insicurezza nell\u2019esporre le proprie considerazioni sui lavori altrui.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il manifesto \u00e8 stato, alla fine del corso, valutato da una commissione di esperti esterni, coinvolti dal docente,&nbsp; che ha assegnato dei punti aggiuntivi all\u2019esame a seconda dello svolgimento dell\u2019esercitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In sede di esame gli studenti hanno esposto il lavoro svolto all\u2019interno del gruppo. La difficolt\u00e0 maggiore \u00e8 stata, in molti casi, prendere le distanze dal lavoro svolto e esercitare il proprio pensiero critico riguardo il movimento o alla tendenza architettonica oggetto del manifesto sviluppato dal gruppo:&nbsp; spesso gli studenti si erano fortemente appassionati al tema e faticavano a valutarne eventuali  limiti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/blog.metid.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Infografica-Bovati-01-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-539\" srcset=\"http:\/\/blog.metid.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Infografica-Bovati-01-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/blog.metid.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Infografica-Bovati-01-300x169.jpg 300w, http:\/\/blog.metid.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Infografica-Bovati-01-768x432.jpg 768w, http:\/\/blog.metid.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Infografica-Bovati-01.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli obiettivi della sperimentazione didattica sono stati:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Migliorare il coinvolgimento degli studenti sia in termini di frequenza alle lezioni sia come coinvolgimento rispetto ai temi trattati;<\/li><li>Stimolare l\u2019approfondimento di argomenti specifici e favorire lo sviluppo di capacit\u00e0 argomentative, come richiede la stesura di una proposizione di intenti;<\/li><li>Sviluppare capacit\u00e0 di sintesi e grafiche perch\u00e9 il Manifesto oggetto dell\u2019esercitazione \u00e8 non solo un testo scritto, ma anche un elaborato grafico.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>I risultati, riferisce Bovati, sono stati positivi sia in termini di costanza di partecipazione al corso e soprattutto all\u2019esercitazione che non ha avuto nessun abbandono, un netto miglioramento rispetto all\u2019anno , quando ad abbandonare l&#8217;esercitazione tradizionale sotto forma di tesina era circa un terzo degli studenti. Anche la performance all\u2019esame \u00e8 migliorata con un incremento medio di circa due punti nel voto finale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"embed-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Storie di Innovazione Didattica @Polimi: Marco Bovati\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/E7GqIv8SzEw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Bovati ha sperimentato una proposta di innovazione didattica all\u2019interno del suo corso \u201cTeorie e Tecniche della progettazione architettonica contemporanea\u201d. 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